Azienda Agricola Francesco Lepori
Chi siamo
VITIGNI STORICI a cura di Carlo Consonni, Vito Intini, Mario Menconi e Flavia Rendina
STORIA E TERRITORIO
Vitigno a bacca rossa tipico della Sardegna, della sola zona della Gallura e di altri areali limitrofi quali Anglona e Logudoro, dove è noto anche come Cargajola, Caricagliela, Garricadolza, Carcagiola e Bonifaccenco (da Bonifaccio). Le uniche testimonianze risalgono alla fine del 1700 e lo collocano nella costa di Bonifacio, nel nord della Sardegna, detta Carcaiola, da cui il nome di quest’uva storicamente considerata difficile da lavorare e da sempre utilizzata solo come uva da taglio insieme ad altri vitigni. La produzione di barbatelle innestate e gli ettari vitati risultano in forte calo dal 2011 a oggi.
GENIUS LOCI
La pianta predilige zone sabbiose e molto esposte ai venti del mare e al sole e resistente molto bene alle alte temperature, purché ventilate, tipiche della sua zona di origine, la Gallura. La varietà ha inoltre la capacità di raggiungere con le sue radici anche i 20 metri, come hanno testimoniato alcune piante centenarie estirpate durante alcuni scavi effettuati durante gli anni 80/90 del secolo scorso su terreni sabbiosi.
LA PIANTA E IL FRUTTO
Ha tronco vigoroso e tralcio legnoso lungo, di media grossezza, con femminelle in numero e di vigore medio, sezione schiacciata e superficie liscia, con nodi evidenti, corteccia di colore marrone leggermente arancione dalle striature fitte, regolari e marcate. Il tralcio erbaceo è leggermente schiacciato, liscio, glabro, verde, sfumato di arancione specie ai nodi. La foglia è pentagonale, quinquelobata e grande, con seno peziolare a lira semi-chiuso o chiuso, mediamente profondo, seni laterali superiori ellissoidali, semi-chiusi o a U aperti, mediamente profondi; seni laterali inferiori a V, aperti, mediamente profondi. La pagina superiore è glabra, di colore verde carico e bollosa, con nervature verdi talvolta sfumate di rosa, quella inferiore lanuginosa. I lembi sono lembo ondulati con lobi spioventi, con angolo alla sommità retto o ottuso e la dentatura è mediamente regolare. Le foglie tendono ad assumere una colorazione gialla-arancione screziata di rosso-cremisi molto prima della vendemmia, lasciando i grappoli esposti al sole. Il grappolo è di media grandezza, semi-serrato, conico o cilindro-conico, qualche volta alato, con peduncolo medio e semi-legnoso. L’acino è medio, sub-ovale, con sezione trasversale regolare e buccia alquanto spessa e consistente, di colore nero-violaceo, molto pruinosa, con ombelico poco evidente; la polpa è sciolta e dal sapore semplice, con succo incolore o leggermente colorato. I fenomeni vegetativi della cultivar si hanno in epoca ordinaria il germogliamento, epoca precoce la fioritura e l’invaiatura, ordinario-tardiva la maturazione dell’uva.
METODO DI COLTIVAZIONE
La varietà non presenta speciali esigenze rispetto al terreno e al clima, ma preferisce terreni granitici, silicei e sassosi, collinare e ben assolato, dove deve essere condotta con alberello sardo o sperone basso, come detto in Gallura, ideale a sfruttare la crescita della radice (fitone) in profondità, in cerca di umidità, vista la tipologia sabbiosa dei terreni. La vigoria è buona e richiede sistemi di allevamento a media espansione e potatura corta o media. La produzione è abbondante e abbastanza costante. Ha resistenza media ai freddi primaverili e alle malattie crittogamiche. Secondo osservazioni fatte in Corsica, riguardo ai portainnesti avrebbe più affinità con le “Riparia” e i suoi ibridi, che con le “Rupestris” e i suoi ibridi.
I VINI E LE DENOMINAZIONI
Utilizzato esclusivamente per la vinificazione, dà vini di ottima acidità e sapidità, idonei a lunghi affinamenti in bottiglia e che li rendono facilmente bevibili nonostante l’alcolicità importante. La coltivazione è consigliata in tutta la regione Sardegna e la varietà è ammessa nelle seguenti IGT: Barbagia, Colli del Limbara, Isola dei Nuraghi, Marmilla, Nurra, Ogliastra, Parteolla, Planargia, Provincia di Nuoro, Romangia, Sibiola, Tharros, Trexenta, Valle del Tirso, Valli di Porto Pino.
Nel bicchiere
Colli del Limbara IGT CariCaGiola 2017
Alc. 14,5% – lotto 1 2018 Francesco Lepori Vignola (SS)
Rosso rubino con unghia granata di media intensità, limpido. Ha olfatto franco, intenso, fine e armonico, con note fruttate di frutta rossa, aromatiche di mirto e noce, balsamiche e speziate. Al gusto è franco, intenso e persistente, con ottima rispondenza gusto-olfattiva, ben equilibrato, dai tannini morbidi e avvolgenti, di corpo, dal finale asciutto e morbido.
Elegante e di buona beva, si abbina bene a primi piatti tradizionali come zuppa gallurese, ravioli al cinghiale di Berchidda, gnocchi galluresi con ragù di manzo e “ciggioni” con ragù di salsiccia sarda. Tra i secondi, trippa di vitello con fagioli; agnello al forno con carciofi e olive e l’immancabile “porcetto”; molto bene anche con pecorini di media e lunga stagionatura.