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VITIGNI STORICI a cura di Carlo Consonni, Vito Intini, Mario Menconi e Flavia Rendina

📜 STORIA E TERRITORIO

Vitigno a bacca rossa tipico della Sardegna, della sola zona della Gallura e di altri areali limitrofi quali Anglona e Logudoro, dove è noto anche come Cargajola, Caricagliela, Garricadolza, Carcagiola e Bonifaccenco (da Bonifaccio). Le uniche testimonianze risalgono alla fine del 1700 e lo collocano nella costa di Bonifacio, nel nord della Sardegna, detta Carcaiola, da cui il nome di quest’uva storicamente considerata difficile da lavorare e da sempre utilizzata solo come uva da taglio insieme ad altri vitigni. La produzione di barbatelle innestate e gli ettari vitati risultano in forte calo dal 2011 a oggi.

🌞 GENIUS LOCI
La pianta predilige zone sabbiose e molto esposte ai venti del mare e al sole e resistente molto bene alle alte temperature, purché ventilate, tipiche della sua zona di origine, la Gallura. La varietà ha inoltre la capacità di raggiungere con le sue radici anche i 20 metri, come hanno testimoniato alcune piante centenarie estirpate durante alcuni scavi effettuati durante gli anni 80/90 del secolo scorso su terreni sabbiosi.

🍇 LA PIANTA E IL FRUTTO
Ha tronco vigoroso e tralcio legnoso lungo, di media grossezza, con femminelle in numero e di vigore medio, sezione schiacciata e superficie liscia, con nodi evidenti, corteccia di colore marrone leggermente arancione dalle striature fitte, regolari e marcate. Il tralcio erbaceo è leggermente schiacciato, liscio, glabro, verde, sfumato di arancione specie ai nodi. La foglia è pentagonale, quinquelobata e grande, con seno peziolare a lira semi-chiuso o chiuso, mediamente profondo, seni laterali superiori ellissoidali, semi-chiusi o a U aperti, mediamente profondi; seni laterali inferiori a V, aperti, mediamente profondi. La pagina superiore è glabra, di colore verde carico e bollosa, con nervature verdi talvolta sfumate di rosa, quella inferiore lanuginosa. I lembi sono lembo ondulati con lobi spioventi, con angolo alla sommità retto o ottuso e la dentatura è mediamente regolare. Le foglie tendono ad assumere una colorazione gialla-arancione screziata di rosso-cremisi molto prima della vendemmia, lasciando i grappoli esposti al sole. Il grappolo è di media grandezza, semi-serrato, conico o cilindro-conico, qualche volta alato, con peduncolo medio e semi-legnoso. L’acino è medio, sub-ovale, con sezione trasversale regolare e buccia alquanto spessa e consistente, di colore nero-violaceo, molto pruinosa, con ombelico poco evidente; la polpa è sciolta e dal sapore semplice, con succo incolore o leggermente colorato. I fenomeni vegetativi della cultivar si hanno in epoca ordinaria il germogliamento, epoca precoce la fioritura e l’invaiatura, ordinario-tardiva la maturazione dell’uva.

🌱 METODO DI COLTIVAZIONE
La varietà non presenta speciali esigenze rispetto al terreno e al clima, ma preferisce terreni granitici, silicei e sassosi, collinare e ben assolato, dove deve essere condotta con alberello sardo o sperone basso, come detto in Gallura, ideale a sfruttare la crescita della radice (fitone) in profondità, in cerca di umidità, vista la tipologia sabbiosa dei terreni. La vigoria è buona e richiede sistemi di allevamento a media espansione e potatura corta o media. La produzione è abbondante e abbastanza costante. Ha resistenza media ai freddi primaverili e alle malattie crittogamiche. Secondo osservazioni fatte in Corsica, riguardo ai portainnesti avrebbe più affinità con le “Riparia” e i suoi ibridi, che con le “Rupestris” e i suoi ibridi.

🍷 I VINI E LE DENOMINAZIONI
Utilizzato esclusivamente per la vinificazione, dà vini di ottima acidità e sapidità, idonei a lunghi affinamenti in bottiglia e che li rendono facilmente bevibili nonostante l’alcolicità importante. La coltivazione è consigliata in tutta la regione Sardegna e la varietà è ammessa nelle seguenti IGT: Barbagia, Colli del Limbara, Isola dei Nuraghi, Marmilla, Nurra, Ogliastra, Parteolla, Planargia, Provincia di Nuoro, Romangia, Sibiola, Tharros, Trexenta, Valle del Tirso, Valli di Porto Pino.

🍷 Nel bicchiere
Colli del Limbara IGT CariCaGiola 2017
Alc. 14,5% – lotto 1 2018 Francesco Lepori Vignola (SS)

Rosso rubino con unghia granata di media intensità, limpido. Ha olfatto franco, intenso, fine e armonico, con note fruttate di frutta rossa, aromatiche di mirto e noce, balsamiche e speziate. Al gusto è franco, intenso e persistente, con ottima rispondenza gusto-olfattiva, ben equilibrato, dai tannini morbidi e avvolgenti, di corpo, dal finale asciutto e morbido.

Elegante e di buona beva, si abbina bene a primi piatti tradizionali come zuppa gallurese, ravioli al cinghiale di Berchidda, gnocchi galluresi con ragù di manzo e “ciggioni” con ragù di salsiccia sarda. Tra i secondi, trippa di vitello con fagioli; agnello al forno con carciofi e olive e l’immancabile “porcetto”; molto bene anche con pecorini di media e lunga stagionatura.

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