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Grape variety: 70% vermentino + 30% galoppo autoctono tutto a piede libero

Production zone: Badesi 12 m s.l.m. Suolo dune di sabbia marina di silicio quarzo Superficie: circa 1,3 ettari.

Vendemmia: vendemmia manuale con selezione delle uve in ceste a inizio settembre

 

Vinificazione

Selezione manuale delle uve, diraspate e pigiate con pressatura soffice con torchio di legno, metodo francese. Il mosto pulito viene sottoposto a criomacerazione per 40 giorni. Fermentazione molto lenta per 40 giorni in acciaio a temperatura controllata con frequenti rimontaggi. Starter di lieviti autoctoni selezionati da uve del vigneto con proprietà criofile, abituate a lavorare a basse temperature, grazie ad un programma di ricerca con l’Università di Sassari. Affinamento in acciaio, nessuna filtrazione, nessun utilizzo di chiarificanti, stabilizzazione naturale.

 

Affinamento

1 anno e 4 mesi temperatura acciaio intorno ai 3 gradi. Entra nell’annata di bottiglia dell’etichetta, laccata a cera dopo l’imbottigliamento a basse temperature senza aggiunta di solfiti, ideale conservazione in cantina a 16/19°.

 

Degustazione

Colore giallo verdolino tendente al giallo paglierino già nell’affinamento in bottiglia dopo 2 anni con riflessi brillanti. Profumo molto complesso con note floreali, ma soprattutto fruttate, in particolare ananas, pompelmo, fico, note mielate a seconda del residuo zuccherino che cambia di anno in anno da come lavorano i lieviti indigeni, morbidezza data dal Gallop, ma con ottima acidità dato dal Vermentino. Quindi grande freschezza con struttura, quasi un rosso vestito di bianco. Molto lungo e persistente in bocca.

Stoccaggio

Orizzontalmente in luoghi a temperatura costante, se possibile. Pronto da bere e conservabile per 7/8 anni anche se è un vino bianco.

 

Servizio: 6 -8 °C.

 

Abbinamenti gastronomici

Il vino, grazie ai lieviti indigeni, ricalca fedelmente le caratteristiche dell’annata, generalmente morbido, conserva intatta la sua base acida che lo rende molto gradevole da solo, per aperitivi importanti, accompagnato con tutti i crostacei e frutti di mare crudi, ostriche , aragoste, primi piatti con bivalvi come vongole e vongole, anche piccanti, formaggi erborinati freschi, dolci di mandorle e frutta secca, anche salati.

VITIGNI STORICI a cura di Carlo Consonni, Vito Intini, Mario Menconi e Flavia Rendina

📜 STORIA E TERRITORIO

Vitigno a bacca rossa tipico della Sardegna, della sola zona della Gallura e di altri areali limitrofi quali Anglona e Logudoro, dove è noto anche come Cargajola, Caricagliela, Garricadolza, Carcagiola e Bonifaccenco (da Bonifaccio). Le uniche testimonianze risalgono alla fine del 1700 e lo collocano nella costa di Bonifacio, nel nord della Sardegna, detta Carcaiola, da cui il nome di quest’uva storicamente considerata difficile da lavorare e da sempre utilizzata solo come uva da taglio insieme ad altri vitigni. La produzione di barbatelle innestate e gli ettari vitati risultano in forte calo dal 2011 a oggi.

🌞 GENIUS LOCI
La pianta predilige zone sabbiose e molto esposte ai venti del mare e al sole e resistente molto bene alle alte temperature, purché ventilate, tipiche della sua zona di origine, la Gallura. La varietà ha inoltre la capacità di raggiungere con le sue radici anche i 20 metri, come hanno testimoniato alcune piante centenarie estirpate durante alcuni scavi effettuati durante gli anni 80/90 del secolo scorso su terreni sabbiosi.

🍇 LA PIANTA E IL FRUTTO
Ha tronco vigoroso e tralcio legnoso lungo, di media grossezza, con femminelle in numero e di vigore medio, sezione schiacciata e superficie liscia, con nodi evidenti, corteccia di colore marrone leggermente arancione dalle striature fitte, regolari e marcate. Il tralcio erbaceo è leggermente schiacciato, liscio, glabro, verde, sfumato di arancione specie ai nodi. La foglia è pentagonale, quinquelobata e grande, con seno peziolare a lira semi-chiuso o chiuso, mediamente profondo, seni laterali superiori ellissoidali, semi-chiusi o a U aperti, mediamente profondi; seni laterali inferiori a V, aperti, mediamente profondi. La pagina superiore è glabra, di colore verde carico e bollosa, con nervature verdi talvolta sfumate di rosa, quella inferiore lanuginosa. I lembi sono lembo ondulati con lobi spioventi, con angolo alla sommità retto o ottuso e la dentatura è mediamente regolare. Le foglie tendono ad assumere una colorazione gialla-arancione screziata di rosso-cremisi molto prima della vendemmia, lasciando i grappoli esposti al sole. Il grappolo è di media grandezza, semi-serrato, conico o cilindro-conico, qualche volta alato, con peduncolo medio e semi-legnoso. L’acino è medio, sub-ovale, con sezione trasversale regolare e buccia alquanto spessa e consistente, di colore nero-violaceo, molto pruinosa, con ombelico poco evidente; la polpa è sciolta e dal sapore semplice, con succo incolore o leggermente colorato. I fenomeni vegetativi della cultivar si hanno in epoca ordinaria il germogliamento, epoca precoce la fioritura e l’invaiatura, ordinario-tardiva la maturazione dell’uva.

🌱 METODO DI COLTIVAZIONE
La varietà non presenta speciali esigenze rispetto al terreno e al clima, ma preferisce terreni granitici, silicei e sassosi, collinare e ben assolato, dove deve essere condotta con alberello sardo o sperone basso, come detto in Gallura, ideale a sfruttare la crescita della radice (fitone) in profondità, in cerca di umidità, vista la tipologia sabbiosa dei terreni. La vigoria è buona e richiede sistemi di allevamento a media espansione e potatura corta o media. La produzione è abbondante e abbastanza costante. Ha resistenza media ai freddi primaverili e alle malattie crittogamiche. Secondo osservazioni fatte in Corsica, riguardo ai portainnesti avrebbe più affinità con le “Riparia” e i suoi ibridi, che con le “Rupestris” e i suoi ibridi.

🍷 I VINI E LE DENOMINAZIONI
Utilizzato esclusivamente per la vinificazione, dà vini di ottima acidità e sapidità, idonei a lunghi affinamenti in bottiglia e che li rendono facilmente bevibili nonostante l’alcolicità importante. La coltivazione è consigliata in tutta la regione Sardegna e la varietà è ammessa nelle seguenti IGT: Barbagia, Colli del Limbara, Isola dei Nuraghi, Marmilla, Nurra, Ogliastra, Parteolla, Planargia, Provincia di Nuoro, Romangia, Sibiola, Tharros, Trexenta, Valle del Tirso, Valli di Porto Pino.

🍷 Nel bicchiere
Colli del Limbara IGT CariCaGiola 2017
Alc. 14,5% – lotto 1 2018 Francesco Lepori Vignola (SS)

Rosso rubino con unghia granata di media intensità, limpido. Ha olfatto franco, intenso, fine e armonico, con note fruttate di frutta rossa, aromatiche di mirto e noce, balsamiche e speziate. Al gusto è franco, intenso e persistente, con ottima rispondenza gusto-olfattiva, ben equilibrato, dai tannini morbidi e avvolgenti, di corpo, dal finale asciutto e morbido.

Elegante e di buona beva, si abbina bene a primi piatti tradizionali come zuppa gallurese, ravioli al cinghiale di Berchidda, gnocchi galluresi con ragù di manzo e “ciggioni” con ragù di salsiccia sarda. Tra i secondi, trippa di vitello con fagioli; agnello al forno con carciofi e olive e l’immancabile “porcetto”; molto bene anche con pecorini di media e lunga stagionatura.

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